Descrizione
L’elettromagnete, chiamato anche elettrocalamita, è un elemento elettrotecnico costituito da un nucleo in materiale ferromagnetico (di solito ferro dolce) su cui è avvolto un solenoide, ovvero una bobina di molte spire di filo elettrico. Lo scopo dell’elettromagnete è di generare un campo magnetico da una corrente elettrica e si differenzia per questo dall’induttore, dove il fenomeno dell’induttanza è sfruttato per accumulare energia.
CERTIFICAZIONI
Tutti gli elettromagneti descritti sono certificati.
DATI TECNICI
Tutti i prodotti sono corredati di schede tecniche che verranno fornite in formato elettronico sulla email indicata nell’ordine.
Serie SCEM
I magneti SCEM possono essere utilizzati laddove non ci siano uscite di emergenza o via di fuga che richiedano di adempiere a particolari caratteristiche. Essi sono disponibili in una vasta gamma di modelli per soddisfare ogni esigenza di sicurezza e possono essere combinati, per esempio, con un sistema di controllo accessi o utilizzati al posto di un incontro elettrico in cui sono richieste elevate forze di tenuta. Grazie alla loro semplicità di installazione e all’aspetto discreto, i magneti SCEM sono un’ottima soluzione anche a porta già installata.
CAMPI D’IMPIEGO
Accessori per porte metalliche; porte e portoni tagliafuoco; vetrate tagliafuoco; serramenti; etc ..
La storia: Elettromagneti applicati alle chiusure tecniche
Intorno al 1980, il campo magnetico derivante da un Elettromagnete cominciò ad essere utilizzato in edilizia e, più esattamente, nel campo dei serramenti di sicurezza.
Un’azienda svizzera cominciò a produrre un’elettrocalamita, di dimensioni e peso molto contenuti, che alimentata a bassa tensione (12 Vdc – 24 Vdc) sviluppava un campo magnetico capace di resistere ad una forza di alcune migliaia di Newton. Questo elettromagnete veniva inserito in un carter di alluminio affinché potesse essere fissato al montante di un telaio di una porta. Sull’anta della porta stessa veniva fissata una piastra di ferro trattato che doveva essere attratta dall’elettromagnete. In questo modo la porta sarebbe stata tenuta chiusa dall’elettromagnete quando alimentato ma si sarebbe sicuramente aperta in mancanza di alimentazione.
Questa applicazione ebbe subito un grande successo nel campo delle uscite di emergenza perché garantiva una sicurezza contro l’effrazione senza utilizzare delle parti meccaniche ma, allo stesso tempo, assicurava l’apertura della porta, senza l’intervento umano, in caso di mancanza di corrente.
L’evoluzione di questo sistema ha portato il settore edile ad utilizzare massicciamente l’elettromagnete come elemento di chiusura elettrico. Oggi viene utilizzato in svariati modi a seconda delle dimensioni, degli utilizzi, dei profili e del tipo di porta. Associato ad un sensore ad effetto Hall, il campo magnetico sviluppato dall’elettromagnete dà un segnale di stato dell’anta che lo rende particolarmente idoneo nel settore del controllo degli accessi.